Equipaggiamento


Equipaggiamento

Il bosco in cui andremo è un ambiente naturale, che ha ben poco a che fare con la città e richiede un abbigliamento specifico e del materiale studiato appositamente.

Ci vuole quindi equilibrio nelle proprie scelte, equilibrio che si ottiene fondamentalmente con la propria esperienza personale: solo provando e riprovando possiamo capire se gli scarponi migliori sono pesanti o leggeri, se ho bisogno di uno, due o tre pile da portare con me, se le bacchette mi sono d'aiuto o solo d'intralcio.

Insieme ai Ramara parte sempre almeno un trattore con rimorchio per trasportare una borsa a testa e quello che serve per rimanere fuori nei due giorni successivi. Quindi bisogna preparare uno zaino da mettere sul rimorchio con dentro quello che non possiamo o vogliamo portare in spalla.

Quello che consiglio io è una sorta di equilibrio fra sicurezza e comfort.

  • giacca impermeabile, magari anti-vento: leggera, una volta piegata occupa poco spazio nello zaino. Non consiglio la mantella, che, non traspirando, spesso si trasforma in una sauna e che in caso di vento diventa ingovernabile.
  • un pile pesante e uno di medio spessore: la vecchia regola del vestirsi a cipolla, cioè a strati sovrapposti, rimane sempre validissima
  • due magliette sottili, di cui una a maniche lunghe, da tenere a contatto di pelle. Io uso quelle in materiale sintetico e evito quelle in cotone, che si impregnano di sudore, raffreddano, sono pesanti e ci mettono una vita ad asciugare.
  • pantaloni lunghi per evitare ai graffi sulle gambe o se si soffre il freddo, ma lasciate perdere jeans e braghe di velluto: sono pesanti, se si bagnano si inzuppano come spugne e non aiutano il movimento.
  • calze da trekking. Anche in questo caso evito i vecchi calzettoni di lana, che sono pesantissimi e fanno sudare il piede. I nuovi materiali sintetici assolvono egregiamente al compito, ma anche la spugna è un alleato prezioso.
  • scarponi. Su questo argomento si sono scritti degli interi volumi, ma io preferisco utilizzare scarponi alti, che proteggono la caviglia, con una suola in Vibram un po' rigida e possibilmente con la fodera in Goretex o materiali similari, che aiutano il problema dell'infradiciamento dei piedi. La rigidità dello scarpone aiuta a proteggere la pianta del piede dalle sollecitazioni, ma ha lo svantaggio di essere più pesante (sensazione di palla al piede). Nei momenti di “riposo” utilizzo invece un paio di scarpe da tennis.
  • cappello da sole con la visiera (aiuta a proteggersi il viso in caso di pioggia) e berretto caldo
  • guanti di pile o di lana cotta, questi ultimi servono di notte perché spesso fa davvero freddo durante il viaggio
  • necessario per me un ricambio (non si sa mai, se piove, se ci si bagna o sporca) e un asciugamano (ne esistono in commercio di piccoli e leggeri in materiale sintetico).
  • zaino di circa 30 litri, ma se vuoi essere sicuro di limitare il tuo carico non andare oltre i 25 litri. L'importante è che sia comodo, con buoni spallacci, che non uccida la schiena e che abbia la cintura per caricare i fianchi
  • il coprizaino, nel caso non utilizzi la mantella
  • i bastoncini telescopici (o bacchette) possono aiutare, in quanto scaricano una parte del peso dalle spalle alle bacchette. E' stato valutato che è come avere uno zaino pesante il 30% in meno, che non è poco. Molti ramara hanno il fido bastone di legno che usano esclusivamente per il viaggio, come una sorta di compagno
  • una borraccia da un litro: di solito io preparo una bevanda calda, che poi sarà tiepida al momento di berla. Da una sensazione di benessere       impagabile quando si cammina nella notte umida dei boschi.
  • cibo: lungo il percorso in paese vi saranno donati vari biscotti, se non li mangiate potete tenerli da parte, ma dovrete portarli in spalla. Quando si arriva al bosco, di solito ci si è organizzati prima col gruppo ramara per la grigliata e le vettovaglie. Io non porto mai nulla in più, eccetto la borraccia con l’acqua.
  • un coltello milleusi può sempre servire
  • kit di pronto soccorso con i farmaci personali. Lungo tutto il viaggio siamo comunque accompagnati dalla protezione civile e credo ci sia anche un medico.
  • cerotti per salvaguardare le parti delicate dei piedi (ottimi quelli in carta) o per proteggere le eventuali vesciche (i Compeed sono fantastici)
  • utile, non costa nulla ed è iper-leggero: porta con te un fischietto. Nel caso ti perdessi, il suono che emette un fischietto per richiamare l'attenzione delle altre persone è 1000 volte maggiore dell'urlo più potente che tu possa far uscire dalla tua bocca
  • il sacco a pelo per dormire è utile, ma non indispensabile. Alcuni dormono su una coperta.
  • una tenda, da condividere con qualche amico.
  • Una torcia è sicuramente utile, visto che si sta fuori due notti.
  • I tappi per le orecchie possono aiutarti a prendere sonno perché dormendo insieme ad altri, spesso capita che qualcuno russi e vista la stanchezza non è nemmeno raro.

 

Un trucchetto: metti gli oggetti delicati (binocolo, cellulare, portafoglio) e gli indumenti all'interno di sacchetti di plastica. In caso di acquazzone salverai così tutto.

'Nacchiota - video

Trailer Lu Principiu di li Fiesti

Ultime Testimonianze

  • ► 24 Maggio 2017, ci scrive Silvio

    Ottimo viaggio aiutati anche da uno splendido tempo, e grandissime emozioni come ogni anno.

    Leggi tutto...  
  • ► 23 Maggio 2017, ci scrive Nino

    Quest'anno il mio pellegrinaggio in onore di San Silvestro ha avuto un "sapore" particolare. Non dovevo partire....

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  • ► 8 Maggio 2017, Umberto ci invia questa email:


    Oggi - leggendo la e-mail che mi avete mandato -  riaffiorano in me tantissimi ricordi di pellegrinaggi come Ramaro. Ricordo, come fosse oggi, il primo viaggio - nel lontano 1982 - quando mi sono trasferito qualche anno prima.

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  • ► 13 Gennaio 2016, ci scrive Luigi...
    "...Ho fatto il mio primo viaggio nel 1989, ho completato l'andata e purtroppo non ho potuto completare il viaggio di ritorno per problemi ai piedi, e ricordo che se non ci fosse stato la buon'anima di Ciccio Scavone

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  • ► 23 Dicembre 2014, ci scrive Maurizio...
    "Il mio primo viaggio è stato nel lontano 1983, poichè mio nonno paterno era già massaro del quartiere san Basilio molti anni prima.

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